Tricopigmentazione femminile: cos’è e perché sceglierla?

Tricopigmentazione femminile

Sfoggiare una capigliatura curata è importantissimo per una donna, a prescindere dall’età.

Quando si parla di salute femminile, è bene ricordare che esistono diversi fattori in grado di impattare in maniera negativa sulla bellezza dei capelli, facendoli cadere e rendendoli meno folti.

Giusto per citarne uno, chiamiamo in causa le fluttuazioni ormonali tipiche della gravidanza, nel corso della quale, per via dei livelli di estrogeni alti, i capelli rimangono in perenne fase anagen, ossia di crescita.

Il risultato? Appaiono decisamente più belli e forti. Con l’ulteriore mutamento ormonale che avviene dopo il parto, la situazione cambia ulteriormente, portando alla perdita dei capelli.

La situazione è reversibile ma, nei casi in cui non si dovesse comunque essere soddisfatte, il disagio è rilevante.

Lo stesso si può dire per le donne in menopausa: nel 40% dei casi, la fine della fase fertile della vita coincide anche con la perdita dei capelli.

Al giorno d’oggi, abbiamo dalla nostra parte diverse tecniche che aiutano a risolvere la situazione e a ritrovare la serenità.

Una di queste è la tricopigmentazione.

Trattamento paramedicale relativamente giovane – è stato ideato in Inghilterra agli inizi degli anni 2000 – consiste nell’inoculazione, a livello del cuoio capelluto, di pigmenti biocompatibili.

L’operatore, che ha alle spalle un percorso di formazione di alto livello, li inocula realizzando dei piccoli depositi puntiformi grazie ai quali, di fatto, si riescono a mimare le peculiarità naturali del capello.

Vantaggi della tricopigmentazione

La tricopigmentazione è solo una delle tecniche che permettono di ritrovare serenità e fiducia dopo la spesso traumatica perdita dei capelli.

Rispetto ad altre alternative, però, si contraddistingue per diversi vantaggi interessanti.

Uno dei più importanti è l’effetto definitivo: in poche sedute, si può ottenere un risultato perenne.

Questo è possibile in quanto, senza mai mettere in secondo piano la sicurezza, l’operatore utilizza pigmenti non riassorbibili. Qualora dovesse fare ricorso a questi ultimi, la conseguenza naturale sarebbe quella di dover rimettere mano al tutto anche dopo meno di un anno.

Con i pigmenti perenni si riesce, come già detto, a completare il lavoro anche in 3-4 sedute.

Dato che non si tratta di un intervento chirurgico, i costi sono decisamente più accessibili e non c’è bisogno di prendere permessi al lavoro, dato che ogni singola seduta è estremamente rapida.

La precisione dell’operatore garantisce inoltre un effetto naturale, cosa non sempre possibile con il trapianto di capelli e soprattutto con il tatuaggio, che non ha nulla a che fare con la tricopigmentazione in quanto tecnica artistica.

Da non dimenticare, nel caso del trapianto, è anche il rischio, seppur basso, di necrosi del tessuto.

Può capitare che durante l’operazione venga compromessa l’irrorazione sanguigna in una determinata zona del cuoio capelluto.

Altro aspetto che rende la tricopigmentazione una scelta vantaggiosa è l’assenza del rischio di cicatrici che, nell’eventualità di un trapianto di capelli, può rivelarsi fastidioso per le donne che amano sfoggiare hair style corti.

Fino ad ora non abbiamo parlato delle patch per capelli: quando le si chiama in causa, si può indubbiamente parlare di effetto naturale, ma anche di diversi contro, tra i quali è possibile citare la necessità di manutenzione e il fatto che non durano per sempre.

Tutto ciò, quando si ricorre alla tricopigmentazione, può essere dimenticato.

A chi rivolgersi per un trattamento di tricopigmentazione?

Soprattutto in contesti come le grandi città dove, anche per ragioni legate alla competitività sul lavoro, è richiesta bella presenza fisica, la tricopigmentazione è un trattamento molto richiesto.

Come orientarsi nella scelta del professionista giusto quando, per esempio, si è alla ricerca di un valido riferimento per la tricopigmentazione a Roma?

Puntando a professionisti con portfolio pubblico e che si promuovono attraverso contenuti che sottolineano con chiarezza gli aspetti positivi e i limiti della tecnica.

Essenziale, inoltre, è assicurarsi che il professionista utilizzi pigmenti in linea con le indicazioni della normativa europea REACH.