I Millennials e la natura: ecco la moda del micro giardinaggio

Tendenza micro giardinaggio cosa devi sapere

La pandemia provocata dalla diffusione del Covid-19 ha stravolto completamente le abitudini di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.

Trascorsi periodi più o meno lunghi di lockdown, la ripresa della vita sociale è stata lenta e difficoltosa e solo con l’arrivo del vaccino l’evoluzione della situazione epidemiologica sembra avviarsi verso un sensibile miglioramento.

Nel frattempo, è stato necessario trascorrere molto più tempo tra le mura domestiche, sia tanto per lo smart working quanto per la didattica a distanza.

Di conseguenza, si è resa necessaria una profonda riorganizzazione degli spazi casalinghi, così da renderli polifunzionali e i capaci di rispondere alle specifiche esigenze degli inquilini.

Non sorprende, in un contesto di questo tipo, come il giardinaggio abbia acquisito una nuova popolarità, tanto come valvola di sfogo per lo stress quanto per rendere più salubri gli ambienti domestici.

Il nuovo trend del “micro-gardening”

Il ritorno in auge del giardinaggio ha alimentato un nuovo trend di settore: il micro giardinaggio (o “micro-gardening”) urbano.

Di cosa si tratta? In sostanza, consiste nel realizzare piccole coltivazioni di piante, fiori, verdure, piccoli ortaggi, tuberi e radici all’interno dello spazio domestico, sia indoor che outdoor.

Per allestire un micro giardino è possibile utilizzare non solo i comuni vasi da pianta ma anche oggetti di recupero come, ad esempio, barattoli, tubi di plastica e quant’altro.

In aggiunta, è possibile servirsi di mensole, scaffali, zatterine o altri supporti, cercando di scegliere il punto della casa, del terrazzo o del patio con l’esposizione al sole più adatta alle piante da coltivare. Stesso discorso per la concimazione: i fertilizzanti vanno adoperati in base alle caratteristiche della singola varietà vegetale; il consiglio è quello di propendere per i concimi biologici, ormai largamente diffusi e reperibili anche online grazie a siti specializzati come MyGreenHelp.

I Millennials e il micro giardinaggio

Il nuovo trend del micro giardinaggio ha fatto particolarmente presa sui Millennials, ovvero la generazione dei nati tra il 1981 ed il 1996. Probabilmente, oltre che alla recente pandemia, il successo del micro-gardening tra gli appartenenti della cosiddetta “generazione Y” è dovuto anche ad altri fattori.

In primis vi è certamente quello del benessere: stando a quanto rilevato da un sondaggio di AO.com, uno dei principali retailer europei operanti nel settore della tecnologia, il 62% dei Millennial ha affermato che, durante il periodo di lockdown, uno spazio verde all’interno della casa era fondamentale per il proprio benessere.

In aggiunta, il 48% degli intervistati riteneva che lo spazio ‘verde’ fosse la parte migliore della casa.

In effetti, le piante da interno e i micro giardini sono un toccasana sia per migliorare la qualità dell’aria sia per alleviare lo stress.

La cura di un angolo di verde all’interno dei contesti domestici, infatti, rappresenta una buona occasione per fare un po’ di attività fisica ‘soft’. Infine, non va sottovalutato un altro aspetto: un micro giardino richiede poche attenzioni ed una manutenzione minima, risultando così molto più semplice da gestire rispetto, ad esempio, ad un animale domestico.

Più in generale, la tendenza del micro giardinaggio si inserisce in un trend più ampio di riscoperta della natura, come evidenzia un report di Nelly Rody dedicato a questo giovane fenomeno (particolarmente diffuso negli USA, ma anche in Francia e nei paesi scandinavi).

A differenza di quanto si possa pensare, il micro-gardening ha anche effetti di carattere pratico, in quanto – secondo i rilievi di Trend Hunter – sta influenzando i nuovi approcci del design. In aggiunta, consente di ottimizzare gli spazi e di ottenere una quantità considerevole di ortaggi: secondo una ricerca della U.N. Food and Agricultural Organization, basta un micro giardino di poco più di 3 metri quadri per ottenere 200 pomodori all’anno, 36 cespi di lattuga ogni due mesi

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